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01|06|2017

Quanto pesa la mancanza di una formazione alberghiera specifica per il successo di un Albergo Diffuso? Molto secondo Daniele Kihlgren

Categoria: News

Quanto pesa la mancanza di una formazione alberghiera specifica per il successo di un Albergo Diffuso? Molto secondo Daniele Kihlgren
Come sappiamo, l’Albergo Diffuso "Sextantio" di Santo Stefano di Sessanio (AQ), tra i più conosciuti al mondo, ha chiuso temporaneamente i battenti mesi addietro per ripartire il 31 marzo come struttura stagionale.

Alla base di questa decisione, certo sofferta, diversi problemi, tra cui certo anche le calamità naturali, la polarizzazione del mercato e dell'offerta e  …. la mancanza di una formazione alberghiera specifica, sostiene Daniele Kihlgren.

Da notare che Sextantio era stato indicato da molti come "il" modello di Albergo Diffuso per eccellenza e come "Modello di sviluppo" sostenibile. Evidentemente qualcosa non ha funzionato a dovere.

Anche per Kihlgren, "l'aspetto della gestione è essenziale per determinare il successo o il fallimento del progetto".

In generale, la formazione per l'Albergo Diffuso dovrebbe essere specialistica, continua e soprattutto capace di produrre risultati mirati.

Come suggeriscono numerosi studi: l'entusiasmo (o ambizione), l'umiltà (il RI-conoscere i propri limiti) e le attività volte a superare i propri limiti attraverso la formazione dovrebbero andare di pari passo.
Per il passato
, a Daniele Kihlgren va tutta la nostra solidarietà e il rammarico di non avergli potuto dare il nostro piccolo e modesto aiuto. 

Per il futuro: la proprietà cerca figure professionali che collaborino nella gestione. Chiunque interessato può rivolgersi a sextantio.it. Per primi approfondimenti leggi l'articolo su AbruzzoWeb.it: Link



06|04|2017

L'Albergo Diffuso è sempre un modello di ospitalità e di sviluppo turistico sostenibile? Presentazione del Seminario di Maurizio Droli c/o l'Università della Montagna, Edolo.

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L'Albergo Diffuso è sempre un modello di ospitalità e di sviluppo turistico sostenibile? Presentazione del Seminario di Maurizio Droli c/o l'Università della Montagna, Edolo.

Come diciamo e scriviamo da tempo:

  • visibilità sul mercato turistico nazionale ed estero (...)

  • utile d'impresa (RevPAR)

  • reddito per la comunità locale (GOPPAR)

  • tutela delle risorse  (...)

sono alcune delle prestazioni che fanno di un vero Albergo Diffuso anche un Modello di Sviluppo.

Quando i risultati ottenuti in questi ambiti non aumentano in modo equilibrato o calano l'Albergo Diffuso diventa "come un carro con una o con più ruote frenate: più difficile da portare avanti".

E' in questo caso che l'Albergo Diffuso, anche quello che rispetta il modello di ospitalità originale di Giancarlo Dall'Ara non è sostenibile e non può diventare un modello di sviluppo sostenibile, che per definizione deve durare nel tempo.

Ecco perchè è bene pensarci fin dal momento in cui se ne progetta la realizzazione: il momento ideale in cui pensare a tutte le parti che questo deve possedere per diventare l'uno e l'altro.

La necessità di costruire imprese che siano anche modelli di sviluppo esiste in molti paesi. Non solo in Italia.

Uno dei motivi per cui, al tempo del periodo di lavoro negli USA, trovavo porte aperte su questi temi presso il Governo e in altri centri di ricerca era proprio la loro volontà di creare lavoro in aree svantaggiate come il Delta del Mississippi; un'area molto vasta, in cui vivono milioni di persone senza l'acqua corrente in casa, come in paesi in via di sviluppo appunto. Purtroppo o per fortuna loro, di case abbandonate ne hanno poche.

Bene quindi il seminario UnimMont (Università di Milano) su questo tema. Credo dovremmo discuterne più spesso e capire

  • cosa perdiamo se questo passaggio non si compie

  • cosa fare

se non vogliamo accorgerci che questo ostacolo esiste quando la strutttura diventa stagionale o è costretta a chiudere, cioè troppo tardi.

Non sarebbe la prima volta che succede, per fortuna dipende solo da noi.




https://www.youtube.com/watch?v=r6LjkakzNUc


19|01|2017

Come iscriversi al corso in Turismo sostenibile per la montagna di UniMont? Alcune info

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Come iscriversi al corso in Turismo sostenibile per la montagna di UniMont? Alcune info
L'UniMont - Università della Montagna ha aperto le iscrizioni ad un corso di 60 ORE in presenza e in aula virtuale che si terrà nel periodo Marzo 2017 - Giugno 2017.

Il corso è organizzato dall’Università degli Studi di Milano (UniMont) in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale e ha ottenuto il patrocinio di importanti istituzioni a livello regionale e nazionale. Questo corso permetterà agli iscritti di:

  • vedere con occhi nuovi i territori montani

  • interpretare le vocazioni dei luoghi ed il potenziale delle comunità che li abitano

  • creare un nuovo tipo di offerta turistica che metta al centro le persone in un modo moderno e innovativo

I contenuti trattati verranno accompagnati dalla presentazione di case studies nazionali ed internazionali.
Tra i contenuti:
- lo sguardo delle Università e degli esperti
- turismo sostenibile
- place management e branding
- il turismo al tempo del web
- lo sguardo dei territori
- organizzazione e programmazione del territorio
iniziative, finanziamenti, progetti e supporto
- educazione all’accoglienza
- nuovi tipi di turismo: accessibile, silver, esperienziale, culturale, alla ricerca della qualità e del benessere
In questo corso, una parte sarà dedicata all'Albergo Diffuso come Modello di ospitalità (Dall'Ara- GDA) e Modello di sviluppo (Droli-SISAD).

Le domande di ammissione devono essere presentate entro il giorno 9 febbraio 2017.

Per informazioni rivolgersi a corso.edolo@unimi.it.

I partecipanti saranno selezionati sulla base della valutazione del CV.

Saranno ammessi al Corso da un minimo di 17 ad un massimo di 30 candidati.

Le lezioni si terranno a Unimont ed in aula virtuale, da marzo a giugno 2017.

Per informazioni è disponibile la Brochure del corso presso il sito della SISAD (Sezione: Notizie)

17|01|2017

Garibaldi Hotels investe in nuovi alberghi diffusi: perchè?

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Garibaldi Hotels investe in nuovi alberghi diffusi: perchè?
La Garibaldi Hotels (GH) si appresta a sviluppare un segmento di offerta turistica nuovo per la Compagnia, mirato allo sviluppo e alla valorizzazione del territorio: l'Albergo Diffuso. GH è una compagnia con base in Puglia, di recente costituzione, orientata al segmento famiglie e ai segmenti medio-alti di gamma. Tra i villaggi gestiti da GH vi sono il Campoverde Village proprio in Puglia, l'Hotel Residence Borgo Saraceno in Sardegna, l'Hotel Monzoni a Pozza di Fassa nelle Dolomiti insieme ad altri.

La catena gestirà dal 2017 un Albergo Diffuso all’interno del meraviglioso centro storico di Carovigno in Provincia di Lecce e promette lo sviluppo di un brand ed un modello di business dedicato e replicabile in altri centri storici della Valle D’Itria.

Una prima analisi di fattibilità effettuata dalla SISAD nel 2013 all'interno del corso CIASU di Fasano (BR) aveva individuato proprio in Carovigno una delle località più adatte a questo scopo. Felici di sapere che il progetto ha trovato un investitore così autorevole confidiamo che qualcuno dei ragazzi partecipanti al corso per "Tecnico esperto nella gestione dell’Albergo diffuso e per lo sviluppo turistico virtuoso" estensore del progetto per Carovigno sia contattato e coinvolto nella realizzazione della proposta, proprio al fine di non banalizzare, ma anzi esaltare le caratteristiche locali E globali (G-Locali) dell'Albergo Diffuso.


Fonte e approfondimenti: LecceNews24.it

14|01|2017

Nuova norma sull'Albergo Diffuso in Toscana: qualcosa di veramente nuovo?

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Nuova norma sull'Albergo Diffuso in Toscana: qualcosa di veramente nuovo?
Purtroppo no.

La Regione Toscana ha abrogato la Legge Regionale n. 71/2013 "Disciplina dell'attività ricettiva di albergo diffuso".

Un nuovo testo unico introdurrà un criterio originale per l'approvazione e sancirà come gli alberghi diffusi debbano essere localizzati nei centri storici, in nuclei insediativi in ambito costiero e nei borghi rurali, caratterizzati da pregio-ambientale, vitalità e vivibilità dei luoghi, aventi popolazione uguale o inferiore a 5mila abitanti. Come in Emilia Romagna, si creeranno restrizioni territoriali per l'unico modello di ospitalità Made in Italy. Approccio comprensibile, ma che purtroppo impedirà ai comuni oltre ai 5000 abitanti di pensare a un Albergo Diffuso per qualche frazione magari tra le più svantaggiate, ma caratteristiche. 

Il futuro Regolamento di attuazione della legge stabilirà gli standard di qualità minima da raggiungere.

Purtroppo, si continua a discriminare gli Alberghi Diffusi mentre NON si pongono limiti alla diffusione di altre tipologie ricettive ...

Una discriminazione già vista alotrve e che si auspica venga corretta nelle prossime versione del dispositivo di legge.


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