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10|03|2015

Prossimo convegno per "Ripensare il modello di ricettività turistica degli appartamenti": L'Albergo Diffuso come modello di sviluppo turistico-economico "virtuoso"

Categoria: News

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Chiedo innanzitutto scusa per le semplificazioni a cui dovrò ricorrere in questo "spinoso" post. Tuttavia, alcuni argomenti come il "cosa" e il "quanto" porta un Albergo Diffuso alla comunità ... che lo ospita, sono parte integrante del modo in cui quest'impresa crea fatturato, ossia, sono elementi costitutivi del modello di business. Seguendo Giancarlo Dall'Ara l'Albergo Diffuso è sempre un modello di ospitalità e un modello di sviluppo. Tuttavia, alcuni alberghi diffusi sembrano portare molti benefici alle comunità locali in cui essi operano. Altri meno.  La realtà sembra contraddire questa affermazione che rimane vera in linea di priincipio, ossia in teoria. Perchè?  Come ho avuto modo di scrivere in un post precedente, un Albergo Diffuso che ad esempio, non condivide il proprio progetto d'impresa con la comunità locale o dipende troppo da finanziamenti pubblici o semplicemente, in un paese Europeo, che non effettua la raccolta differenziata dei rifiuti, difficilmente può essere inteso anche come un ‘modello di sviluppo’. 

Il mancato passaggio da modello di ospitalità fedele a modello di sviluppo penalizza per prima la società che gestisce l'impresa in questione in quanto questa non crea il reddito lordo/camera GOPPAR necessario a compensare le diseconomie tipiche dell'Albergo Diffuso. I residenti invece "non ottengono le opportunità di reddito, di lavoro e d'investimento "a kilometro zero", di cui ho parlato in un post precedente (Droli, 2013) e che sarebbe giusto attendersi da un processo di sviluppo. Infine, gli ospiti trovano sul posto meno di quanto possono attendersi, richiedere o avere bisogno.  

Quindi, un Albergo Diffuso che rispetto il modello di ospitalità. quando è anche un modello di sviluppo? 

Rispondere, anche se in generale, a una domanda come questa richiede di acennare a due concetti: quello di ‘impresa’ e quello di ‘sviluppo’ che sono il punto di partenza (Albergo Diffuso) e il punto di arrivo, rispettivamente. Proviamo a entrare nel merito guardando anche ai risultati della ricerca scientifica su metodi di gestione e sviluppo d'impresa.  

Riguardo al primo concetto, c’è un certo consenso su "cosa sia" un'impresa. Il concetto d'impresa non è nuovo. Tuttavia, nell’economia globale i confini dell’impresa si spostano continuamente, si dilatano e si confondono con i confini di altre imprese, istituzioni e organizzazioni del terzo settore. Le reti di imprese, le imprese-rete e le partneship d'impresa stanno introducendo modi nuovi di fare impresa oggi. Il dibattito sembra riaprirsi.  

Il dibattito sembra essersi riaperto anche per quanto riguarda il concetto di sviluppo e la sua sostenibilià, aspetti più complessi. Tralasciando il dibattito sulla "decrescita", c’è un consenso generale sul fatto che ragionare sul termine di sviluppo, sostenibile o meno, richieda di porsi in una prospettiva di medio termine.  In questo senso, la questione dello sviluppo viene trattata in modo molto diverso dai diversi approcci manageriali quali la teoria del potere di mercato (Porter, 1980, 1985; ...) o l’economia dei costi di transazione (Coase, 1937, Williamson 1975, ...) insieme ad altre. Seguendo uno degli approcci manageriali emergenti quale la teoria dello sviluppo basata sulle risorse o “Resource-Based Theory – RBT” (Penrose, 1959; Wernerfelt, 1984; Barney, 1991, 2001; Peteraf, 1993) un’impresa o una località raggiungono una posizione di sviluppo quando hanno un vantaggio rispetto ai concorrenti che è difendibile (sustained) nel tempo. A questo fine, sia le caratteristiche delle risorse esistenti, sia il modo con cui queste vengono valorizzate e tutelate dalle organizzazioni che le controllano sono decisivi per la sopravvivenza delle imprese e per il loro sviluppo.   Seguendo questo approccio manageriale, un’impresa e una località devono essere “letti” e “capiti” innanzitutto in termini di risorse, tangibili e intangibili. In effetti, solo alcune delle risorse esistenti sono adatte a raggiungere il primo obiettivo (la sopravvivenza) e a facilitare il raggiungimento del secondo obiettivo (lo sviluppo).   Una delle risorse meno considerate, ma più importanti in questa logica sono i risultati individuali ottenuti grazie al partenariato d'impresa, in ogni sua forma. Nell'Albergo Diffuso, i risultati sono tali in senso stretto e sono anche delle risorse per le organizzazioni che li hanno raggiunti. I risultati iniziali sono la base su cui innestare un progetto di rilancio e di sviluppo. I risultati sono la base di partenza? E' un ossimoro, una contradizione in temini solo in apparenza perchè parliamo di risultati diversi: risultati individuali come base di partenza e risultati collettivi (di comunità e d'impresa) come punto di arrivo.   Continuando a seguire la RBT, non tutti i risultati raggiunti dall'impresa hanno la stessa importanza ai fini della sopravvivenza e dello sviluppo. In effetti, tutte le risorse d'impresa come il brand d'impresa, le capacità dinamiche del personale o le abitazioni che si pensa di valorizzare nella forma dell'Albergo Diffuso, devono possedere specifici  requisiti di qualità per potere diventare delle "fonti" di sopravvivenza e di sviluppo.  

L'Albergo Diffuso come modello di sopravvivenza e di sviluppo turistico del territorio è quindi "un Albergo Diffuso che rispetta i requisiti del modello di ospitalità da cui prende il nome, i cui risultati crescono in modo armonico in termini di efficacia, di efficienza, di equità e di sostenibilità ecologica", vale a dire seguendo il modello che chiamato delle "4E" (Droli, 2010, pp. 12-18; Droli, Dall'Ara, 2012, pp. 108-109).   

Creare un Abergo Diffuso richiede di guardare al breve e al medio termine, agli interessi individuali e agli stessi di tipo collettivo, adottare una sorta di strabismo venereo tutt'alttro che improduttivo quindi, pena il reddito d'impresa il lavoro e il benessere di una comunità. Il gioco vale la candela?  Allo stato attuale, gli alberghi diffusi e le comunità che li ospitano cercano la loro strada verso lo sviluppo in modo più o meno autonomo, procedendo per prove ed errori. Tuttavia, fare crescere questi risultati in modo non caotico, ma armonico e progressivo non è semplice. L'Albergo Doffuso come modello di sviluppo è un set preciso di risultati che seguono una traiettoria che tende all'equilibrio sostenibile, a spirale.

Nel mondo della natura, specie animali e vegetali hanno avuto milioni di anni di tempo per imparare come adattarsi all'ambiente e svilupparsi. I fenomeni naturali, le specie animali o le forme di vita vegetale che crescono, si sviluppano e raggiungono un proprio equilibrio attraverso una forma "a spirale" esistono. A differenza di un Nautilus, di un fossile, o di una galassia, i gestori di Albergo Diffuso e gli Amministratori locali possono scegliere. Tuttavia non hanno milioni di anni per scegliere come adattarsi e svilupparsi.

Le caratteristiche dell'Albergo Diffuso come modello di sopravvivenza e di sviluppo turistico del territorio saranno i punti di partenza del prossimo convegno previsto nella Provincia Autonoma di Trento e in preparazione nei primi giorni di aprile. "Sopravvivenza" e "sviluppo" sono due traguardi importanti e diversi. Questo é un dato di fatto. Quindi, dire che grazie all'Albergo Diffuso hanno riaperto dei negozi o la scuola è una condizione importante, necessaria e sufficiente per la sopravvivenza di una comunità, ma non sufficiente per il suo "sviluppo".  Solo ragionando in modo realistico, cioè distinguendo in modo chiaro tra l'Albergo Diffuso come modello di ospitalità, l'Albergo Diffuso come modello di sopravvivenza e l'AD come modello di sviluppo sembra possibile "capire a che punto si è arrivati", "quanta strada manca" e soprattutto, "come arrivare allo sviluppo vero e proprio. 

Non sarà un'autostrada o una passeggiata. D'altra parte, quanti e quali risultati duraturi sono raggiungibili senza fatica?



Per richiedere ulteriori informazioni e condividere idee di collaborazione è possibile scrivere a: maurizio.droli@yahoo.com


 
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