ita | eng

23|11|2013

Seminario su: L’Albergo Diffuso. Quanto costa? Quanto rende? Come funziona?

Categoria: News

Please stand by, images loading!
Le persone che hanno partecipato al seminario di Buti (PI): “L’Albergo Diffuso: Quanto costa? Quanto rende? Come funziona?" sono state oltre un centinaio, tra proprietari immobiliari, ristoratori, amministratori, tecnici e semplici curiosi. Il seminario era stato fortemente voluto dalla locale amministrazione comunale e da privati entrambi interessati alla formula. La domanda di partenza era abbastanza semplice: come fare per far partire un Albergo Diffuso (AD) remunerativo? Le risposte erano tuttavia meno intuitive. L’AD non produce beni fisici, ma immateriali. I servizi non si possono "stoccare". Non si tratta nemmeno di creare un albergo tradizionale. L'AD Ha vantaggi e svantaggi rispetto ad un albergo tradizionale. Dal punto di vista dei vantaggi, il modello di ospitalità ha un appeal fortissimo verso il pubblico, specie internazionale. Inoltre, la relativa scarsità dell’offerta fa si che ci sia meno competizione rispetto al settore alberghiero. Questo fa si che i gestori di AD siano costretti a usare la leva del prezzo (al ribasso) meno spesso dei loro colleghi albergatori tradizionali. Tuttavia restare nella fascia degli utili non è semplice specie nei mesi off-pick. Infatti, i costi di gestione di un AD superano in diversi casi del 40% i costi di gestione di un albergo tradizionale. Questo accade per le diseconomie introdotte dal modello (svantaggi) quali la presenza di unità di produzione costituite da case e non da camere. La presenza di case e non di camere comporta superfici, volumetrie e maggiori rispetto all'albergo tradizionale, le quali comportano a loro volta costi di riscaldamento, di manutenzione, di pulizia, tempi di spostamento del personale, eccetera, maggiori. Quindi, si tratta di capire NON SOLO come creare un Albergo Diffuso, ma come creare un AD che superi le diseconomie e che crei più reddito per se e per la comunità in cui opera non solo in alta stagione. L’interesse all'incontro misurato dal numero delle domande e dai pun ti toccati era alto e concreto. Si confida che i privati, il pubblico e le associazioni inizino la creazione dell’impresa pensando innanzitutto ai contenuti. Il “cosa-vogliamo-fare” viene infatti prima del “chi-fa-cosa” e del “chi-paga-per-cosa”. Dopo avere organizzato l’incontro, il passo successivo è un percorso di supervisione alla creazione d’impresa che aiuti gli interessati a evitare gli errori di chi li ha preceduti. L’alternativa è quella di improvvisare, inventare la ruota due volte, oppure (peggio). perdersi nei dettagli meno importanti. Per richiedere informazioni è possibile scrivere all'indirizzo maurizio.droli@yahoo.com
 
Share/Save/Bookmark Subscribe