20|01|2010
Tranelli da evitare. Gli acquisti speculativi di case e di terreni. Le prime buone prassi vengono dalla FAO
Categoria: News
Quando un interessato come una multinazionale, un fondo di investimento o un investitore privato acquista grandi volumetrie o ampie superfici di terreno lo fa per perseguire un proprio interesse, il che è più che legittimo. Quando invece un interessato acquista fabbricati o terreni a prezzi molto inferiori a quelli di mercato, senza dare informazioni chiare sul modo in cui utilizzerà quel bene, magari in aree sottosviluppate bene, questo qualcuno viola i diritti dei più deboli, fa cioè "land grabbing" (furto di terreno). Le dimensioni del fenomeno sono enormi. Il land grabbing secondo stime FAO-IFAD ha mossnel 2009 oltre 100 miliardi di euro e 20 milioni di ettari (Cotula et al, 2009, IFAD).
Questo fenomeno non riguarda purtroppo solo i paesi in via di sviluppo, ma anche l'Italia. Pensiamo alla Sardegna dei primi anni ’50 le cui coste meravigliose sono state vendute per una manciata di spiccioli da pastori per lo più analfabeti nel secondo dopoguerra. Pensiamo ad alcune località del sud, del centro e talvolta anche del nord i cui campi e i cui casolari sono stati acquistati talvolta per fruire di finanziamenti comunitari e poi abbandonati al loro destino alle prime difficoltà. Pensiamo ancora a tutti gli investimenti investimenti in cui la comunità non è coinvolta fin dall’inizio, ma viene dapprima spogliata dei suoi beni per essere poi "invitata" dai nuovi proprietari a partecipare all'iniziativa il più delle volte da "ospite nella propria ex-casa". Gli investimenti dei privati possono essere una benedizione, ma possono fare passare in second’ordine i tanti progetti portati avanti con fatica dalle persone del posto e che spesso meriterebbero solo di essere aiutati.
La buona notizia è che la FAO e l’IFAD hanno deciso di prendere finalmene l'iniziativa e di presentare a breve un codice di condotta per regolare gli investimenti immobiliari nelle economie rurali. A partire dai paesi in via di sviluppo. L’allarme della FAO e dell’IFAD allerta le comunità locali fino ad oggi, a volte troppo rassegnate. L’Italia cercherà di fare la sua parte in sede di G8 e successivamente. Si attende di conoscere i risultati attesi dal codice di condotta i contenuti e quindi i primi risultati del monitoraggio successivo. Un accordo richiede infatti la buona fede e la buona volontà da entrambe le parti per essere rispettato.
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Cotula, L., Vermeulen, S., Leonard, R. and Keeley, J., 2009, Land grab or development opportunity? Agricoltural investment and international land deals in Africa, IIED/FAO/IFAD, ISBN: 978-1-84369-741-1;
Questo fenomeno non riguarda purtroppo solo i paesi in via di sviluppo, ma anche l'Italia. Pensiamo alla Sardegna dei primi anni ’50 le cui coste meravigliose sono state vendute per una manciata di spiccioli da pastori per lo più analfabeti nel secondo dopoguerra. Pensiamo ad alcune località del sud, del centro e talvolta anche del nord i cui campi e i cui casolari sono stati acquistati talvolta per fruire di finanziamenti comunitari e poi abbandonati al loro destino alle prime difficoltà. Pensiamo ancora a tutti gli investimenti investimenti in cui la comunità non è coinvolta fin dall’inizio, ma viene dapprima spogliata dei suoi beni per essere poi "invitata" dai nuovi proprietari a partecipare all'iniziativa il più delle volte da "ospite nella propria ex-casa". Gli investimenti dei privati possono essere una benedizione, ma possono fare passare in second’ordine i tanti progetti portati avanti con fatica dalle persone del posto e che spesso meriterebbero solo di essere aiutati.
La buona notizia è che la FAO e l’IFAD hanno deciso di prendere finalmene l'iniziativa e di presentare a breve un codice di condotta per regolare gli investimenti immobiliari nelle economie rurali. A partire dai paesi in via di sviluppo. L’allarme della FAO e dell’IFAD allerta le comunità locali fino ad oggi, a volte troppo rassegnate. L’Italia cercherà di fare la sua parte in sede di G8 e successivamente. Si attende di conoscere i risultati attesi dal codice di condotta i contenuti e quindi i primi risultati del monitoraggio successivo. Un accordo richiede infatti la buona fede e la buona volontà da entrambe le parti per essere rispettato.
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Cotula, L., Vermeulen, S., Leonard, R. and Keeley, J., 2009, Land grab or development opportunity? Agricoltural investment and international land deals in Africa, IIED/FAO/IFAD, ISBN: 978-1-84369-741-1;

